La Meditazione. La mente ed i pensieri devono essere educati.
Prima della scienza, filosofie e culture antiche migliaia di anni hanno osservato la mente e l’essenza dell’essere umano, raggiungendo esiti sorprendenti che la ricerca e gli studi di oggi, grazie alla sofisticata tecnologia sempre in continuo perfezionamento, hanno dapprima indagato e successivamente convalidato a livello internazionale.

Meditazione
Che cos’è la meditazione?
La meditazione è, fra i vari argomenti trattati in questa Casa, quello che merita una posizione centrale poiché ritengo che sia in condivisione con altre discipline (psicologia, filosofia, sciamanesimo, sogni lucidi, fisica quantistica) e filosofie di pensiero (occidentali e orientali) che, come la meditazione, hanno a cuore il benessere psicofisico che può essere raggiunto con l’accrescimento delle facoltà personali e della cultura del sé, che in definitiva è il tema principale proposto da La Casa del tuo Sé.
Un errore banale e grossolano è pensare alla meditazione come a dei momenti carichi di mistero e di esoterismo in cui un individuo nostalgico si trasforma in ebete per inneggiare all’amore universale e alla pace tra gli uomini. Questo in sintesi era il concetto preminente nella fantasia collettiva e negli scettici. La scienza, da un po’ di anni ormai, nel convalidare i cambiamenti positivi di chi medita ha di fatto fornito la propria approvazione e il proprio sostegno a questa disciplina aprendo la strada verso un generale favorevole consenso.
Non è mia intenzione stare qui ad argomentare sulle qualità e sul benefico effetto che la meditazione ha sull’essere umano – rischierei di essere quantomeno ripetitivo – considerato che sia le librerie sia internet sono stracolmi di testimonianze, studi e ricerche, e documenti vari che ne avallano l’idoneità. Piuttosto, nelle pagine di questo sito, scrivo quelle che sono le mie esperienze personali in materia.
Perché imparare a meditare e a che cosa serve
Un’altra opinione diffusa è che la meditazione insegni a “pensare positivo”: non è vero!
La meditazione insegna a trattenere i (pre)giudizi, che perlopiù nascono da schemi di pensiero convenzionali non sempre veri, e insegna anche a vedere e interpretare la realtà per quel è.
Ponetevi questa domanda: “Come posso trovare una soluzione ad un problema se la mia mente osserva una realtà che – di fatto – è fuorviante e falsa?”. Trovare la giusta soluzione in queste condizioni è impossibile! E qualsiasi soluzione individuata non è per il vero problema, ma per il problema che ho saputo interpretare.
Il cuore del discorso sta nel modo di pensare e di interpretare le cose. Già, nel modo di pensare… poiché non è affatto detto che sappiamo pensare. Lo stesso evento può sembrare disastroso per una persona e può apparire come un’opportunità per un’altra; dipende dalla qualità dei nostri pensieri, dalle nostre convinzioni, dal nostro livello di assoggettamento al pensiero convenzionale, dalle nostre paure, dal senso di dignità e di responsabilità, ed altro ancora. Il mio pensiero deve essere il mio, è adeguato al mio modo di essere e di vedere le persone, le cose e la vita, e non può essere il rimasuglio o il risultato impregnato del mio ambiente sociale. Qualcuno potrà obiettare che siamo “animali sociali” e che dobbiamo convivere gli uni con gli altri e ciascuno nel nostro ambiente; ma questo non vuol dire che, per essere approvato, devo allinearmi al pensiero e alle convinzioni della comunità anche quando queste sono false e illusorie.
Per trovare la migliore soluzione ad un dilemma il primo passo da fare è quello di sviscerare con quanto più senso di responsabilità e coscienza il problema, spogliandolo di tutte quelle storie inutili che ci inventiamo per convenienza, per compiacenza, per paura, e di osservarlo per quello che è. Ma è anche vero che, talvolta, nel cercare di dar luce alle difficoltà, i chiarimenti che cerchiamo rimangono nascosti nel cono d’ombra della nostra cattiva interpretazione dei fatti.
La meditazione è, pertanto, un insieme di azioni utili per entrare dentro gli eventi al fine di percepirne l’unica realtà, ovvero la natura dell’evento stesso.
Così come la cultura fisica si pratica in palestra facendo esercizi che intensificano la muscolatura, la meditazione, che è un valido componente della cultura del sé, si può praticare in qualsiasi luogo facendo esercizi mentali che aiutano ad attivare e a consolidare proprio alcune facoltà intellettive personali che non sappiamo di avere a disposizione o a cui raramente pensiamo tra cui le più importanti sono: intuito, percezione, volontà, intenzione, creatività.
La meditazione non serve a mantenersi isolati. Ma, talvolta, rimanere solitari e distanti dalle distrazioni di massa per pochi attimi può favorire l’ascolto attento e silenzioso del corpo, della mente, delle nostre passioni, delle nostre abitudini, dei nostri limiti, delle emozioni… e tale comportamento può svelare un mondo parallelo del quale, finora, non sapevamo l’esistenza.
Questa apertura verso se stessi porta con sé un insieme di virtù quali: ampliamento e acutezza dell’attenzione, della concentrazione, della memoria, della lucidità di pensiero, dell’empatia, della comprensione, dell’intuito e della volontà, del senso di libertà, e più in generale dell’efficienza.
E tutto questo, e molto altro ancora può essere sperimentato, in brevissimi istanti che ci accompagnano nel nostro quotidiano, da chi pratica e da chi crede nella meditazione.
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